Si può fare

gennaio 21, 2012

funzionare funziona, ma funziona male.. quindi o mi invento qualcosa per continuare a usarla o la lascio a prendere polvere su un mobile. per lo sviluppo ho cercato su internet un po’ di informazioni sul rullino utilizzato (lady gray lomography 400 asa). mi sono attenuta alle dosi indicate e non ci sono stati disguidi nel processare la pellicola. il risultato? quasi tutte sovraesposte (apparte lo scatto 18 fatto indoor e e il numero 20, in posa b con il flash esterno della diana f)

evvabbè, alla fine c’era da aspettarselo da una macchinetta pagata du’ lire. PERò non mi arrendo. la mia prossima mossa sarà prendere in contropiede la sovraesposizione con una pellicola meno sensibile come un 100 asa. probabilmente questa era la classica macchina fotografica che ti portavi al mare con il kodak 100 asa. chissà per quanto tempo potrò giocare con le pellicole ora che la kodak è in bancarotta assistita..


Closter Sport

gennaio 15, 2012

Oggi lungo la strada per Molezzano, ci siamo imbattuti in un mercatino di robivecchi a Dicomano. Di solito non mi lascio abbordare dai venditori di cianfrusaglie, specialmente di vecchie macchine fotografiche, perchè la maggior parte di quei bellissimi oggetti possono essere usati al massimo come soprammobili. Solo che a un certo punto spunta la custodia in finta pelle di una Bencini e mi fiondo ad esaminarla. Sono fregata. La Bencini è stata la macchina fotografica di mia mamma quando aveva la mia età. Questa macchina indossa un formato di pellicola ormai in disuso, il 127. C’era ancora dentro il rullino. Chissà da quanto tempo è ferma allo scatto numero 2… Chiedo se posso provarla, e scatto una foto fissando l’obiettivo: otturatore andato, rotellina per riavvolgere sganasciata.. forse troppo ossidata, sicuramente inusabile. “10 euro! le macchine vengono 10, ti faccio un prezzaccio!” Il tizio del banchino incalza, ed io sto per andarmene quando vedo un altra macchinina. Closter.. Sport? che razza di marca è? La maneggio, la apro e.. magia! è una 35mm! faccio una prova per vedere se l’otturatore è andato.. ma sembra funzionare!! allucinante. dall’aspetto sembra una macchina anni 50 e dal prezzo (10 euri) non dovrebbe essere più che un soprammobile da collezionista. Va a finire che la compro. Domani la porto a fare un giro e provo a scattarci un rullino. Chissà, potrebbe anche venir fuori qualcosa : )

ps: ho appena scoperto che la Closter era una ditta romana che faceva concorrenza alla Bencini. Pperdono Madreh!

 

 


Leiba

gennaio 11, 2012


Dolby Panna

gennaio 9, 2012

quanto tempo

gennaio 4, 2012

ebbene, ho ripreso in mano gli acquarelli.

credo sia passato un anno dall’ultima volta.

mi chiedo come ho fatto a farne a meno finora.

ho passato un pomeriggio intero alla scrivania a fare un po’ di concept art per il nuovo ep di dolby panna.


il cenone nel cantiere di villa parsec

gennaio 4, 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


qualcuno ha spostato il cadavere in soffitta

gennaio 2, 2012

questo è il cadaverino di uccellino perfettamente decomposto che abbiamo trovato il secondo giorno di esplorazione della nuova casa (villa parsec). non abbiamo mai avuto il coraggio di smuoverlo, per paura che si polverizzasse. ma ieri lo abbiamo trovato leggermente rototraslato.

dev’essere stato schrodinger. schrodinger!! gatto necrofilo!
ma non temete, presto daremo la giusta collocazione a questo squisito cadaverino in una gabbietta bianca tutta per lui. buon 2012.


Bonna Tale

dicembre 25, 2011

Abbiamo un gatto! di cui al momento non abbiamo una diapositiva, ma vi posso anticipare il di lui suggestivo nome: Erwin Schrödinger. sicuramente tutti avrete sentito parlare di questo illustre fenomeno della fisica. chi, dico, chi a questo mondo non conosce il celebre paradosso del gatto di Schrödinger? apparte il curriculum, questo micio è un trovatello che si trova perfettamente a suo agio nella nuova casa. è anche troppo tranquillo.. martedì mi sa che va portato dal veterianario. Bonna Tale.


scrapbooking

dicembre 17, 2011


Le Chiavi Di Casa

dicembre 16, 2011

è il terzo giorno che ho le chiavi di casa. è il terzo giorno che mi sveglio alle 5, vado a lavorare, mi prendo acqua, vento, insulti, rimproveri, ma non importa, perchè ho le chiavi di casa. ho una casa, una casa vecchia e da rimettere a posto. piena di roba da buttare per far spazio alla mia. ho le chiavi di casa. esco da lavoro come di sollievo, passo a prendere leiba senza nemmeno cambiarmi e  torno a sgobbare: nuclearizzare la moquette, riportare alla luce l’antico glorioso pavimento. due giganteschi armadi da distruggere e portare a piano terra. alle nove di sera sono distrutta. tengo a malapena gli occhi aperti a tavola e il giorno dopo vengo svegliata dalla pioggia fuori. non è ancora suonata la sveglia delle 5 del mattino. le persiane fanno fatica a star chiuse con questo vento. si riparte. diyng in time suona nell’autoradio. massacro a lavoro. quando esco quasi mi addormento al volante. passo a prendere leiba senza nemmeno cambiarmi. di nuovo raschiare colla da moquette. di nuovo stanca morta. non mi ricordo come sono riuscita a mettere il pigiama e di nuovo sveglia alle 5. pioggia. tantissima voglia di prendere a testate il volante. so che non avrò fermezza fin quando non avrò reso questo posto abitabile. già lo vedo quel giorno: mi distenderò sul pavimento e dormirò una settimana. adesso è un inferno, ma quello che conta è in tasca, sono le chiavi di casa. le chiavi di casa, cazzo!


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