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il diavolo sta nei dettagli

eccoci al post post-festival. di lucca c’è poco da dire, lucca è sempre lucca: al festval c’è sempre più gente, tenere il banco è sempre più massacrante, la self-area è sempre più figa, io divento sempre più vecchia e il trinchero sempre più sexy. ma sono successe anche cose nuove: le persone. ho incontrato per la prima volta paolo immaginario cattaneo e francesca; ho avuto l’onore di ospitare carla e buda (nonostante il materassino gonfiabile abbia fatto di tutto per impedirci di avere ospiti, hehehe); ho conosciuto mattia, che l’ho sempre incontrato di sfuggita nonostante sia parte dello zoccolo duro di inuit; ho ribeccato Flavio supertranquillo Montelli, che adesso è nell’olimpo degli autori coconino; Ausonia mi ha scritto la dedica più bella “alla came, (e lo sai)”.

il luccacomics è stato e sempre sarà.

uno non fa in tempo a riprendersi da un festival che, due settimane dopo, si riparte subito per un altro: il babel a genova. ecco, il babel proprio non me lo aspettavo. ci speravo, sì, ma non me lo aspettavo proprio così bello. lo avevo sottovalutato. e come tutte le cose che sottovaluti e poi ti stupiscono, mi ha conquistata. sebbene sia appena nato, questo festival, ha schiodato da casa un sacco di gente. i ragazzi della habanero hanno creato un felice mix fra concerti, readings e comizi, abbracciati dai banchetti di produzioni indipendenti, e inuit non poteva mancare. questi tre giorni a genova sono stati una boccata d’aria fresca, sia per il freddo vento ladro che per la compagnia: alma, miri, emilio, lara, marco, manolo, stefania, alessandro, francesca, paolo, marco, e gigi, sì, il misterioso gigi nella cui stanza ho vissuto per tre giorni. tutti a dirmi che l’ho sicuramente incontrato, ma io non me lo ricordo! uff!

ho disegnato un casino a genova, perchè le tempisteche del festival lo permettevano. yee!

qualche foto del bat-appartamento, il posto dove vivono batman, alma, miri, il misterioso gigi e pozzolizer (the spippolometer’s spippolizer).

ho conosciuto meglio paolo immaginario. il suo percorso artistico mi ha sorpresa e ispirata. mi ha fatto nenir voglia di fare un tuffo dalla piattaforma da dieci metri nel naif! disimparare e imparare di nuovo, con occhi diversi, ma con gli stessi occhiali.

8 thoughts on “il diavolo sta nei dettagli

      • E’ perchè un massacro che mi piace assai, voglio fare il trucido.

        Non lo so… potrei dire guernica (vale come disegno pure se è un pò grandino?), uno schizzo preparatorio per fuochi autografato da mattotti, la squadra dei falchi dall’onolevole Miura (che squalidda battuta razzista) o un V disegnato davanti ai miei occhi da Moore. Posso pure accontentarmi di qualcosa che qualcuno dice, guarda Rocco, ho fatto sto disegno e secondo me c’azzecchi tu, oppure, senti Rocco, ho poggiato la matita sulla carta pensando a te ed è venuto st’obbrobrio, o addirittura, Ro’, tiè.

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